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L’Antartide sta cambiando: il riscaldamento globale altera la stabilità atmosferica e i regimi di vento

Uno studio internazionale guidato dall’ENEA rivela come la diminuzione della stabilità dell’atmosfera, iniziata negli anni ’50, stia accelerando il rischio di fusione dei ghiacci e influenzando la circolazione globale.

La Penisola Antartica è una delle regioni che si sta riscaldando più rapidamente al mondo, con trend medi annui che raggiungono i +0,5 / +0,75 °C per decennio. Tuttavia, questo cambiamento non riguarda solo il ritiro dei ghiacciai “al suolo”. Una ricerca pubblicata sul Journal of Climate, coordinata da Maria-Vittoria Guarino (ENEA) in collaborazione con il British Antarctic Survey e altri centri internazionali, dimostra che il riscaldamento globale sta alterando la struttura stessa dell’atmosfera sovrastante il continente bianco.

La stabilità atmosferica: il “tappo” che si sta indebolendo

Per comprendere la scoperta, occorre guardare alla frequenza di Brunt-Väisälä, un parametro fisico che misura la stabilità statica dell’aria. In condizioni normali, l’atmosfera antartica è estremamente stabile: l’aria fredda e densa rimane vicina alla superficie, agendo come un “tappo” che limita i movimenti verticali.

Lo studio evidenzia però che, dal 1950 a oggi, la stabilità nei primi 1.000 metri di quota è diminuita costantemente. Riscaldandosi più velocemente rispetto agli strati superiori, la bassa troposfera perde la capacità di resistere ai moti verticali, permettendo agli strati d’aria vicino al suolo di mescolarsi più facilmente con quelli sovrastanti.

Dal “blocco” al “superamento”

Questo indebolimento ha conseguenze dirette sulla circolazione dell’aria attorno alle montagne della Penisola.

I dati indicano una chiara transizione da un regime di “flow blocking” a uno di “flow over”. In passato, l’aria stabile tendeva a essere bloccata dalle montagne; oggi, invece, riesce a superare il rilievo orografico molto più spesso.

L’impatto sui ghiacci: venti di Foehn e hydrofracturing

Il superamento della barriera montuosa innesca i venti di Foehn, correnti calde e secche che scendono lungo i pendii orientali colpendo piattaforme di ghiaccio vulnerabili come la Larsen C. Questo fenomeno favorisce la formazione di laghi di fusione superficiale: l’acqua può penetrare nelle fessure del ghiaccio, portando alla fratturazione e al potenziale collasso delle piattaforme, un processo noto come hydrofracturing.

Onde di gravità e conseguenze globali

La ricerca non si ferma alla superficie. La minore stabilità favorisce la generazione di onde di gravità atmosferiche più intense. Queste onde trasportano energia verso la stratosfera e possono influenzare la forza del vortice polare, la distribuzione dell’ozono e i modelli meteorologici delle medie latitudini, con effetti che si riflettono ben oltre i confini del continente antartico.

Un’analisi basata sulla convergenza dei dati

La robustezza dei risultati deriva dall’uso di molteplici fonti indipendenti: le rianalisi ERA5, osservazioni in situ presso stazioni storiche, dati satellitari AIRS/Aqua e simulazioni climatiche avanzate con il modello HadGEM3. Tutti questi strumenti confermano che il trend iniziato negli anni ’50 non è un evento episodico, ma un cambiamento strutturale del sistema climatico.

Conclusioni: un segnale d’allarme per le istituzioni

Il lavoro del team ENEA rappresenta un tassello fondamentale per i futuri rapporti dell’IPCC. Migliorare la comprensione di questi meccanismi fisici è vitale per perfezionare i modelli di previsione dell’innalzamento del livello del mare. Come sottolineano i ricercatori, la protezione delle zone costiere globali — Italia inclusa — dipende dalla preservazione dei complessi equilibri atmosferici che mantengono stabile il “gigante bianco”.

Fonti:

Link all’articolo completo: https://doi.org/10.1175/JCLI-D-25-0330.1

Link alla notizia ENEA: https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2026/ambiente-enea-il-riscaldamento-dell-antartide-modifica-la-stabilita-dell-atmosfera.html

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